Fichte, Johann

Filosofo tedesco (Rammenau, Lusazia sup., 1762 – Berlino 1814).

Seguace della filosofia kantiana, e in particolare della sua teoria morale, intese costruire l’edificio sistematico del sapere su un principio di libertà. Principio di tutto, per Fichte, è l’io, che pone sé stesso e allo stesso tempo oppone a sé stesso un non-io (la natura), per poter affermare la sua libertà. La filosofia di Fichte esercitò un grande influsso sui romantici, perché intendeva la realtà non come qualcosa di esterno all’uomo, ma come il prodotto della sua libera attività spirituale. Con i suoi Reden an die deutsche Nation (1808) contribuì al risveglio del sentimento nazionale tedesco contro l’invasore francese.

La vita e le opere di Fichte

Di origini contadine, poté studiare grazie all’aiuto del barone von Miltitz, morto il quale dovette affrontare dure difficoltà di vita. Studiò nelle univ. di Jena e di Lipsia. Fu precettore a Zurigo nel 1788, dove conobbe Marie Johanne Rahn, nipote del poeta Fr.G. Klopstock, che poi sposò. Dopo la lettura delle opere di Kant, che lo entusiasmarono, si recò a Königsberg nel 1791 per conoscere personalmente il filosofo, e ⋯

Attività di Fichte

Di origini contadine, studiò grazie all’aiuto del barone von Miltitz, morto il quale dovette affrontare dure difficoltà di vita. Studiò nelle università di Jena e di Lipsia. Fu precettore a Zurigo nel 1788, dove conobbe Marie Johanne Rahn, nipote di Klopstock, che poi sposò. Dopo la lettura delle opere di Kant, che lo entusiasmarono, si recò a Königsberg nel 1791 per conoscere personalmente il filosofo, e gli presentò il ⋯

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