Ciò che non dipende da altro per la sua realtà, opposto quindi a ‘condizionato’, ‘dipendente’, e non esclude la relazione per la quale un altro dipenderebbe da lui.

Connesso a questo significato è l’altro di ‘compiuto in sé e per sé’, ‘perfetto’. Questo secondo valore prevale e caratterizza la filosofia greca, che, nella sua svalutazione del divenire come segno e manifestazione d’imperfezione, tendeva a concepire l’assoluto come ciò che è sottratto alle vicende del divenire, come realtà compiuta nella sua perfezione.

Definizione di Assoluto

Assoluto (da absolvo “sciolgo, libero”, absolutus omni re, “sciolto da ogni cosa, quindi incondizionato, in sé e per sé stante, compiuto in sé, immutabile, perfetto”; fr. absolu; sp. absoluto; ted. Absolut; ingl. absolute). – L’assoluto, in senso empirico, è ciò che è per sé pensato, non in relazione ad altro, anche se in altri rapporti è condizionato o relativo; in senso gnoseologico è ciò che necessariamente è da riconoscere: ⋯

Il concetto di Assoluto

Ciò che non dipende da altro per la sua realtà, incondizionato. Si oppone quindi propriamente a «condizionato», «dipendente», ma non a «relativo», giacché esso non esclude la relazione per la quale un altro dipenderebbe da lui. Oltre a questo significato, assoluto ha l’altro (del resto connesso con il primo) di «compiuto in sé e per sé», «perfetto». Nella filosofia antica Il secondo significato (che nella storia della speculazione si ⋯

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