Aristotele chiamò giudizio l’atto intellettuale di porre in relazione un soggetto con un predicato, atto espresso linguisticamente dall’uso copulativo del verbo essere in un enunciato dichiarativo (per es., Socrate è uomo).

Il Giudizio in filosofia

Aristotele chiamò giudizio l’atto intellettuale di porre in relazione un soggetto con un predicato, atto espresso linguisticamente dall’uso copulativo del verbo essere in un enunciato dichiarativo (per es., Socrate è uomo). Dal punto di vista della ‘qualità’, Aristotele distingueva il giudizio in affermativo e negativo; dal punto di vista della ‘quantità’, in universale e particolare, a seconda che il predicato fosse affermato (o negato) da tutti o soltanto da ⋯

Il Giudizio

Dal punto di vista della ‘qualità’, Aristotele distingueva il giudizio in affermativo e negativo; dal punto di vista della ‘quantità’, in universale e particolare, a seconda che il predicato fosse affermato (o negato) da tutti o soltanto da alcuni dei componenti la molteplicità espressa dal soggetto. Una ulteriore distinzione aristotelica tra i giudizio (che affonda le radici nelle dottrine della sostanza e della definizione) dipendeva inoltre dal particolare tipo ⋯

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