Nessuna cosa. Il problema filosofico del n., originato da quello dell’antitesi tra essere e non essere nella filosofia eleatica, si risolve sostanzialmente nel problema del non essere. Il problema del n. ha accompagnato poi l’intero sviluppo della filosofia e della teologia, nella misura in cui vi è stato dibattuto il concetto di creazione come possibilità che qualcosa divenga o venga fatto dal nulla. Tra le trattazioni più interessanti del n. nel pensiero medievale è quella di Fredegiso di Tours, che nella Epistola de nihilo et de tenebris mette in rilievo la difficoltà di negare in modo assoluto il n. nell’atto stesso in cui se ne parla.

Il concetto del Nulla

Problema filosofico originato nel pensiero greco dall’antitesi tra «essere» e «non essere» nella filosofia eleatica. Il pensiero antico In Parmenide è centrale l’opposizione «ἔστιν»/«οὐκ ἔστιν» (framm. 28 B 2 Diels- Kranz, vv. 3 e 5), nella quale il secondo termine viene inteso sostanzialmente come «è nulla». Parmenide viene così a essere il primo ad aver esplicitamente elaborato il concetto di nulla assoluto, cioè come assoluto non essere, ⋯

Il Nulla

Nel pensiero moderno, a parte la problematica della creazione, si trova un’analisi particolarmente accurata del nulla nella Kritik der reinen Vernunft di I. Kant, dove ne vengono individuati quattro significati: il nulla. come ens rationis, in quanto concetto vuoto senza oggetto; come nihil privativum, in quanto oggetto vuoto di un concetto; come ens imaginarium, in quanto intuizione vuota senza concetto; come nihil negativum, come oggetto ⋯

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