In filosofia, in generale la proprietà o la qualità di qualcosa che si trova al di là, va oltre un determinato ambito, e in questo senso trascendenza è l’opposto di immanenza che indica invece ciò che si risolve o permane dentro un determinato ambito. In senso ontologico o metafisico il concetto di trascendenza viene per lo più a coincidere con quello di realtà soprasensibile e, nel cristianesimo, con quello di Dio inteso come persona e creatore libero del mondo, pertanto contrapposto a tutte le concezioni ‘immanentistiche’ volte a identificarlo con la natura.

Nel 20° sec., soprattutto con la fenomenologia e l’esistenzialismo, si è affermata una concezione più complessa di trascendenza, considerata non tanto come qualità di una realtà in sé, quanto piuttosto come funzione costitutiva della finitezza umana; l’esistenza umana nella sua individualità e temporalità scopre infatti il proprio limite nell’impossibilità di una qualsiasi oggettivazione razionale della trascendenza e al tempo stesso nella continua insopprimibile tensione e apertura verso di essa.

Inerenza al mondo

La proprietà o la qualità di qualcosa che si trova al di là, va oltre un determinato ambito, e in questo senso è l’opposto di immanenza, che indica invece ciò che si risolve o permane dentro un ambito specifico. Nella filosofia antica, medievale e moderna
Già Platone, nella Repubblica (➔) (VI, 509 b), aveva parlato del Bene come principio «che è al di là dell’essere», introducendo una terminologia che ⋯

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi