Il termine criticismo, o filosofia critica, designa la teoria della conoscenza sostenuta da Kant nella Critica della ragion pura. La tesi fondamentale esposta da Kant in tale opera è che la nostra attività conoscitiva, il cui organo principale è l’intelletto, ha dei limiti insormontabili rappresentati dal materiale offerto dall’intuizione sensibile, oltre il quale non si può andare senza produrre una conoscenza vana, quindi una conoscenza che non è più tale. È molto efficace, da questo punto di vista, la metafora adoperata da Kant nell’Introduzione (B 8-9), quando scrive che la colomba che fende l’aria incontrandone la resistenza potrebbe essere spinta a pensare che senza aria volerebbe meglio. In realtà essa senza aria non potrebbe volare affatto, così come il nostro intelletto, quando pensa di innalzarsi oltre i limiti dei sensi, non produce affatto una conoscenza migliore, ma solo i sogni dei visionari.

Il Criticismo

Per filosofia critica o criticismo si intende quindi essenzialmente in primo luogo la filosofia kantiana e secondariamente ogni filosofia che alle tesi kantiane faccia riferimento. È questo il caso soprattutto delle correnti filosofiche che si sviluppano in Germania nella seconda metà del 19° sec. all’insegna del rifiuto dell’hegelismo e del «ritorno a Kant». «Bisogna tornare a Kant!» era nello stesso tempo l’invito e il manifesto programmatico con cui terminava ⋯

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