Movimento filosofico (anche detto positivismo logico, neoempirismo, empirismo logico) sorto, sviluppatosi ed esauritosi tra il terzo e il sesto decennio del 20° secolo.

Il neopositivismo

Come tutte le etichette filosofiche, anche quella di ‘neopositivismo’ (o, come pure si dice, di ‘positivismo logico’ o ‘empirismo logico’) è ambigua. Sotto di essa si spaccia talvolta non un prodotto determinato, bensì tutta una serie di prodotti filosofici del Novecento: cioè, in genere, le dottrine che hanno in comune un orientamento antimetafisico, la ripulsa dei procedimenti tradizionali del filosofare e la tendenza a valersi dell’analisi linguistica come metodo ⋯

Cenni storici del neopositivismo

Come tutte le etichette filosofiche, anche quella di ‘neopositivismo’ (o, come pure si dice, di ‘positivismo logico’ o ‘empirismo logico’) è ambigua. Sotto di essa si spaccia talvolta non un prodotto determinato, bensì tutta una serie di prodotti filosofici del Novecento: cioè, in genere, le dottrine che hanno in comune un orientamento antimetafisico, la ripulsa dei procedimenti tradizionali del filosofare e la tendenza a valersi dell’analisi linguistica come metodo ⋯

I primi sviluppi del neopositivismo

La data di nascita formale del n. è il 1928, allorché un gruppo di studiosi di varie discipline – filosofia, fisica, logica, matematica, sociologia, psicologia – si raccolse nel Verein Ernst Mach, poi detto Wiener Kreis ( Vienna), con lo scopo di diffondere una «visione scientifica del mondo», unificando l’intera conoscenza sotto l’egida delle scienze empiriche. Membri di spicco del circolo viennese erano M. Schlick, R. Carnap, H. Feigl, ⋯

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