I primi scritti di Kant

Di genitori pietisti, Kant ricevette, specie dalla madre, una severa educazione etico-religiosa: frequentò il Collegium Fridericianum, diretto dal pastore F. A. Schultz, dove compì gli studi medi, e si iscrisse quindi all’università. Seguace dapprima del wolffiano Knutzen, critico della dottrina dell’armonia prestabilita e interessato a problemi scientifici, Kant esordì con lo scritto Gedanken von der wahren Schätzung der lebendigen Kräfte (1747), tentando un accordo tra le posizioni della fisica cartesiana e il dinamismo leibniziano. Fino al 1754 i suoi studi vertono principalmente su questioni di geofisica ed è del 1755 l’opera maggiore sull’argomento, la Allgemeine Naturgeschichte und Theorie des Himmels (trad. it. Storia universale della natura e teoria del cielo) in cui è formulata, prima di Laplace, un’ipotesi analoga sull’origine del sistema solare. Dello stesso anno è anche lo scritto minore De igne, sui problemi della combustione e del calore.

Andava intanto svolgendo un’attività didattica intensissima nei campi più disparati, tenendo corsi di matematica, fisica, logica, morale, geografia fisica e successivamente di antropologia, pedagogia, ecc. La sua attività speculativa si traduce in una serie di scritti che inquadrano il problema metafisico del rapporto tra le sostanze (Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio, 1755) e le sue conseguenze per le scienze fisiche (Monadologia physica, 1756; Neuer Lehrbegriff der Bewegung und Ruhe, 1758).

Dopo il 1760, pur muovendosi ancora nell’ambito del wolffismo, gli spunti critici contro le teorie di Leibniz si infittiscono e i dubbi e le perplessità aumentano: sia che si cerchi di salvare l’argomento ontologico, pur negando all’esistenza il carattere di predicato (Der einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Daseins Gottes, 1763; trad. it. L’unico argomento possibile per una dimostrazione dell’esistenza di Dio) o si noti l’insufficienza della logica tradizionale (Die falsche Spitzfindigkeit der vier syllogistischen Figuren, 1762; trad. it. La falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche) o si tenti di introdurre in filosofia strumenti di origine matematica (Versuch, den Begriff der negativen Grössen in die Weltweisheit einzuführen, 1763); sia che si indaghi sui fondamenti della teologia naturale e della morale, sottolineando il diverso modo di procedere della filosofia rispetto a una scienza tradizionalmente certa come la matematica (Untersuchung über die Deutlichkeit der Grundsätze der natürlichen Theologie und der Moral, 1764).

Lo scetticismo kantiano si rivela infine chiaramente nel saggio del 1766 Träume eines Geis­tersehers erläutert durch Träume der Metaphysik (trad. it. I sogni di un visionario spiegati coi sogni della metafisica), in cui l’arbitrarietà del visionarismo di Swedenborg viene paragonata alle fantasticherie senza base dei metafisici contemporanei. Il breve scritto Vom ersten Grunde des Unterschiedes der Gegenden im Raume (1768) è una presa di posizione definitiva contro le teorie leibniziane sullo spazio, aprendo così la via a un’impostazione nuova del problema.