Dal lat. tardo reflexio, propr. «ripiegamento». Operazione con cui l’intelletto, in possesso di un contenuto qualsiasi, ottiene conoscenza di sé e delle proprie funzioni. Il termine acquista una prima rilevanza filosofica nella tarda scolastica, e in partic. negli scritti di Tommaso d’Aquino, il quale osserva come l’intelletto «secundum eandem reflexionem intelligit et suum intelligere et speciem qua intelligit» (Summa theologiae, I, q. 85, a. 2), ossia intenda, ⋯