Introduzione

Figlio di un orologiaio, non ebbe una regolare istruzione, e a soli tredici anni fu mandato come apprendista presso un incisore, occupazione che avrebbe ben presto abbandonato per fuggire in Savoia, iniziando una vita disordinata che sarebbe durata molti anni. Indirizzato dal parroco di Confignon, un villaggio vicino Ginevra, ad Annecy, presso M.me Louise-Eléonore de Warens, fu da questa a sua volta indirizzato a Torino, in un ospizio per catecumeni, dove Rousseau abbandonò l’originaria fede calvinista e fu battezzato secondo il rito cattolico (1728). Ripresa ben presto la vita di vagabondaggio, si occupò nei successivi quattro anni in umili lavori presso famiglie signorili, per poi raggiungere di nuovo M.me de Warens, di cui doveva diventare amante. Negli anni trascorsi con essa nella residenza campestre di Les Charmettes, nei pressi di Chambéry, si dedicò a vaste letture e a un’intensa attività di studio, privilegiando in particolare la musica. Dopo un ulteriore periodo di viaggi per la Francia e la Svizzera, tornò ancora dalla Warens, trasferitasi nel frattempo a Chambéry; ma la passione che aveva legato i due era ormai esaurita e Rousseau si allontanò definitivamente dalla sua protettrice, occupandosi come precettore a Lione (1738-40).

Nel 1741 era a Parigi, dove svolse prevalentemente l’attività di copista di musica e dove, nel 1745, si legò a una popolana, Thérèse Levasseur, da cui ebbe varî figli, che furono affidati alla carità pubblica. Dopo un breve periodo a Venezia, dove fu segretario dell’allora ambasciatore di Francia, ritornò a Parigi e qui entrò in contatto con i filosofi dell’Encyclopédie, Diderot, Condillac, Fontenelle, Voltaire, F. M. Grimm. Da Diderot ricevé l’invito a collaborare all’opera, alla quale contribuì con le voci di musica (poi pubblicate a parte come Dictionnaire de musique, 1764) e con l’articolo Économie politique, nel quale già emergevano i concetti fondamentali della sua opera sul contratto sociale.

Al 1750 risale il suo Discours sur les sciences et les arts, composto in occasione di un concorso bandito dall’Accademia di Digione sul tema “Se il progresso delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi“. Nel suo scritto, con cui risultò vincitore, Rousseau rispondeva negativamente al quesito dell’Accademia, mettendo praticamente in discussione il valore che gli illuministi attribuivano al progresso e sostenendo per contro l’aumento della degradazione morale in connessione con l’evoluzione della civilizzazione.

Tesi, questa, che Rousseau avrebbe ribadito e articolato nel Discours sur l’origine et les fondements de l’inégalité parmi les hommes, composto nel 1754 in risposta anch’esso a un quesito dell’Accademia di Digione. Con questo secondo scritto i rapporti con gli enciclopedisti, già incrinati a causa del primo, si ruppero definitivamente e Rousseau passò a Ginevra, dove fu accolto con grandi onori e dove ritornò all’originaria fede calvinista. Tornato nello stesso anno a Parigi, si ritirò poi presso Montmorency, dove, ospite di M.me d’Épinay e poi del maresciallo di Luxembourg, compose le sue opere più importanti, Julie ou la Nouvelle Héloïse (1761), Émile ou sur l’éducation e il Contrat social (entrambi del 1762).

Costretto ad abbandonare la Francia allorché le sue opere (l’Émile e il Contrat in particolare) furono giudicate pericolose sul piano politico e religioso, trovò rifugio in Svizzera, a Môtier-Travers, presso Neuchâtel, dove compose le Lettres écrites de la montagne e cominciò a lavorare alle Confessions (apparse postume in 4 voll., 1781-88). Ospite di D. Hume a Wootton (1766), ruppe ben presto col filosofo scozzese per via del suo carattere sempre più scontroso e delle manie di persecuzione di cui cominciava a soffrire. Tornato in Francia, si stabilì nuovamente a Parigi (1770); incurante del mandato di cattura nei suoi confronti, visse sempre più in solitudine, dedicando il suo tempo alla stesura delle Rêveries du promeneur solitaire e dei Dialogues ovvero Rousseau juge de Jean-Jacques.

Ospite del marchese de Girardin a Ermenonville, qui morì nella notte tra il 2 e il 3 luglio del 1778.

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