Introduzione

Tra il 1790 e il ’95 studiò nel seminario teologico protestante di Tubinga, dove strinse amicizia con Hegel e Hölderlin e dove conseguì il titolo di magister con una dotta dissertazione di esegesi biblica pubblicata nel 1792. Terminati gli studi filosofico-teologici, lavorò (1796-97) come precettore privato presso la famiglia del barone von Riedesel, ciò che gli permise di seguire corsi di filosofia e di scienze fisico-matematiche all’univ. di Lipsia, di viaggiare per la Germania e di ascoltare a Jena le lezioni di Fichte, che ebbero efficacia decisiva per la sua formazione.
Segno dell’eccezionale precocità dell’ingegno schellinghiano sono, oltre ad alcuni saggi sul mito e su problemi esegetici, tre rilevanti scritti a carattere filosofico: Über die Möglichkeit einer Form der Philosophie überhaupt (1795; trad. it. Sulla possibilità di una forma della filosofia in generale); Vom Ich als Princip der Philosophie (1795) e Philosophische Briefe über Dogmatismus und Kritizismus (1795-96; trad. it. Lettere filosofiche su dommatismo e criticismo; nuova deduzione del diritto naturale), dove S. sviluppa sostanzialmente una problematica affine a quella fichtiana, cercando una spiegazione unitaria e genetica del sapere in base all’intuizione intellettuale e, soprattutto nelle Lettere filosofiche, dando particolare importanza al problema della possibilità del passaggio tra infinito e finito. All’elaborazione di questi motivi idealistico-trascendentali sono pure dedicati gli scritti raccolti con il titolo Übersicht der neuesten philosophischen Literatur nel 1797.

La filosofia della natura


A partire da questo stesso anno S. inizia la serie di grandi opere di ‘filosofia della natura’, fondamentali per il pensiero romantico e destinate ad avere grande importanza nel dibattito filosofico e scientifico del tempo, sia pur attraverso contrastanti giudizi: Ideen zu einer Philosophie der Natur (1797, 1803); Von der Weltseele (1798, 1806), letta e apprezzata da Goethe; Erster Entwurf eines Systems der Naturphilosophie (1799; trad. it. Primo abbozzo di un sistema di filosofia della natura); Einleitung all’Erster Entwurf (1799); Allgemeine Deduktion des dynamischen Prozesses oder der Categorien der Physik (1800); Über den wahren Begriff der Naturphilosophie (1801); Fernere Darstellungen aus dem System der Philosophie (1802); Die vier edlen Metallen (1803); Aphorismen zur Einleitung in die Naturphilosophie (1805); Aphorismen über die Naturphilosophie (1806; trad. it. Aforismi sulla filosofia della natura).
In questi scritti S., che nel frattempo (1798) era stato chiamato come prof. straordinario a insegnare accanto a Fichte nell’univ. di Jena, cerca di mostrare come i principi della filosofia trascendentale siano in grado di dar conto non solo dell’intero sviluppo della coscienza, ma anche della natura, e di fondare anzi in modo unitario i risultati delle scienze che nell’epoca andavano affermandosi con clamorose scoperte, come la chimica e la biologia. Muovendo in partic. dall’osservazione dei fenomeni elettrici, magnetici e galvanici e dei fondamenti fisiologici della sensibilità, S. si vale dei principi, cari anche a Goethe, di «polarità» e «potenziamento» per mettere in luce come l’intera natura costituisca un grandioso processo dinamico e organico, irriducibile al puro meccanicismo atomistico, e articolato in diversi livelli o «potenze», ciascuno dei quali è come la ripetizione del precedente su un piano più alto (così, per es., magnetismo, elettricità e chimismo sul piano della materia e sensibilità, irritabilità e Bildungstrieb sul piano dell’organismo).
Questa «costruzione» della natura, che prende le mosse dalla «costruzione» kantiana del concetto di materia mediante attrazione e repulsione dei Primi principi metafisici della scienza della natura (1786), tende però sempre più a trasformarsi in una «fisica speculativa» o in uno «spinozismo della fisica» che si sviluppa interamente da principi a priori e considera l’esperienza come termine ad quem, e non come termine a quo. Non per questo però la filosofia della natura si pone come qualcosa di isolato o indipendente dalla filosofia trascendentale, alla quale invece rimane strettamente intrecciata. Non solo la polarità della natura a partire dalle sue forme più elementari (come l’unità e l’opposizione di attrazione e repulsione) corrisponde a quella della coscienza (già l’intuizione sensibile implica una limitazione dell’intuizione pura come attività infinita), ma a ogni grado di sviluppo e di potenziamento della natura corrisponde un grado di sviluppo e di potenziamento dello spirito e viceversa. La natura appare così come la preistoria o la storia pietrificata dello spirito, e lo spirito, da parte sua, come la consapevolezza della manifestazione dell’Assoluto nella natura.

L’«organo» della filosofia: intuizione intellettuale e arte


Sono queste le tesi centrali del System des transzendentalen Idealismus (1800; trad. it. Sistema dell’idealismo trascendentale), una delle opere più organiche e fortunate di S., dove viene pure affrontato il problema dell’«organo» della filosofia. Se infatti filosofia della natura e filosofia trascendentale sono perfettamente simmetriche e parallele, presuppongono però entrambe una contrapposizione tra natura e spirito che non è affatto originaria, ma è risultato di una distinzione e scissione operatasi nell’unità e identità originaria dell’Assoluto. Tale identità e unità originaria non può però essere ritrovata mediante processi di dimostrazione o di riflessione – che sempre presuppongono la distinzione tra spirito e natura, soggetto e oggetto – bensì soltanto attraverso una forma di intuizione intellettuale dove attività e passività, libertà e necessità, conscio e inconscio coincidono. Soltanto l’arte in quanto espressione dell’infinito nel finito, coincidenza di producente e prodotto, attesta concretamente la realtà di una tale intuizione intellettuale e costituisce pertanto l’autentico organo della filosofia come sapere dell’Assoluto (di qui la qualifica di idealismo ‘estetico’ a volte attribuita al pensiero di S. o, quanto meno, a questa sua fase).

Similari
Percorso della filosofia
239% Filosofia
Determinare con rigore il significato, i compiti, i campi di indagine, o addirittura le probabilità di sopravvivenza della filosofia in questo secolo, è particolarmente arduo, …
vita e opere di Hegel
89% Hegel, Georg Wilhelm Friedrich
Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nella sua città, entrò nel 1788 nello Stift di Tubinga, una sorta di seminario protestante, dove ebbe come condiscepoli Schelling e Höl…
Il marxismo teorico
65% Marxismo
Il materialismo dialettico Il marxismo teorico del XX secolo è prevalentemente, sebbene non esclusivamente, ‘materialismo dialettico’. È materialismo dialettico l’ideologia dei…
Il termine Romantico
57% Romanticismo
Movimento spirituale che, tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, si estese a tutti i popoli d’Europa, determinando un profondo rinnovamento nelle lettere, nelle arti, n…
La vita e le opere di Hegel
54% Hegel, Georg Wilhelm Friedrich
Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nella sua città, entrò nel 1788 nello Stift di Tubinga, una sorta di seminario protestante, dove ebbe come condiscepoli Schelling e Hölderlin, con i quali strinse una viva amicizia e…