Termine filosofico, designante in generale ogni concezione che consideri la realtà come costituita da una pluralità di principî, non riducibile a una più profonda unità. Il termine fu coniato da Cristiano Wolff, che lo riferì particolarmente all’asserzione della pluralità degli esseri senzienti e lo contrappose perciò a quello di “egoismo”, inteso nel senso odierno di “solipsismo” (cioè di opinione, affermata dal soggetto pensante, di essere l’unica realtà vera). Questo uso terminologico fu ripreso dal Kant, che si schierò quindi anch’esso fra i difensori del “pluralismo”. In seguito il termine ampliò invece il suo significato, riferendosi non più alla sola pluralità dei senzienti ma a quella d’ogni realtà considerata come costitutiva dell’universo: il pluralismo si oppose così tanto al “monismo” (dottrina dell’unica essenza del tutto) quanto al “dualismo” (dottrina della duplice natura – divina e terrena, mortale e immortale, ideale e materiale – dei principî costitutivi della realtà). In questo senso, il pluralismo classico è quello che si costituisce già nell’età presocratica per l’esigenza di conciliare il principio eracliteo del divenire con quello eleatico dell’immobile identità di ciò che veramente è: il divenire viene infatti derivato (p. es., da Empedocle, Anassagora, Democrito) dalla diversa combinazione di una pluralità di particelle primordiali (rizomi, omeomerie, atomi) in sé immutabili. Lo stesso pluralismo può d’altronde presentarsi come “pluralismo monistico”, se le realtà elementari di cui esso afferma la pluralità sono tutte della stessa specie (p. es., gli atomi, nel pluralismo materialistico di Democrito, riducente tutto a realtà corporee; o le monadi, nel pluralismo spiritualistico del Leibniz, risolvente ogni realtà nelle singole esperienze senzienti); e come “pluralismo dualistico” se quelle realtà sono di due diverse specie (p. es., materiale e ideale come nel sistema platonico, asserente insieme la molteplicità delle cose e la molteplicità delle idee). Ma s’intende che, in tal senso, il pluralismo può assumere gli aspetti più varî: né c’è sistema filosofico che, per certi suoi lati, non possa essere sussunto sotto la sua generica categoria. In forma più specifica il pluralismo è professato, tra le filosofie contemporanee, dal neorealismo americano e dal pragmatismo. Pluralismo è per essi la concezione della realtà come tale che non possa a priori essere compresa in uno schema o legge, superando essa, nel suo eterno progresso, ogni precedente posizione, e quindi svalutando qualsiasi costruzione unitaria con la sempre crescente molteplicità e pluralità dei suoi fenomeni.

    —  Guido Calogero

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