Pur criticando la spiegazione platonica del rapporto tra idee e realtà sensibili, Aristotele riprende e sviluppa il motivo dell’universale quale oggetto privilegiato della conoscenza; per lo Stagirita, inoltre, l’universale è, sul piano logico, «ciò che per natura si predica di più cose» (e che si contrappone al nome proprio, che ha per contenuto il singolo, per es., ‘Socrate’), ossia in primo luogo le categorie, quindi i generi e le specie, e la cui espressione peculiare si ha nel giudizio universale, che si distingue da quello particolare (e da quello indeterminato) poiché in esso il contenuto del predicato viene affermato (o negato) di tutti gli elementi contenuti nel soggetto. Attraverso Porfirio e Boezio la terminologia aristotelica è quindi passata, con tutte le sue problematiche gnoseologiche e non senza ambiguità semantiche, nella filosofia medievale, dando luogo alla famosa questione degli universale

In età moderna, a partire da F. Bacone, il tema degli universali torna in primo piano soprattutto in relazione al problema epistemologico dell’induzione, ossia del passaggio dall’osservazione all’enunciazione della legge, e a quello gnoseologico della genesi delle idee (concetti), a partire dalle sensazioni (impressioni), per mezzo dell’attività riflessiva dell’intelletto. Particolare rilievo hanno avuto, in questo senso, le critiche mosse da Hume alla pretesa di ricavare conoscenze di carattere universale partendo dall’empiria («materie di fatto»); da tali critiche ha preso le mosse Kant, nel suo tentativo di giustificare l’attitudine universalizzante della conoscenza sulla base delle forme a priori della conoscenza (in questo senso, sono universale tanto il tempo e lo spazio, quanto le categorie, nelle quali l’universalità rientra come una delle tre forme della quantità).

Nella riflessione epistemologica dei secc. 19° e 20°, invece, e specialmente negli orientamenti positivistici e neopositivistici, ha prevalso la tendenza a risolvere in termini logico-probabilistici, attraverso la teoria dell’induzione, i problemi connessi alla giustificazione del carattere universale delle leggi scientifiche e delle affermazioni generali del tipo «tutti i corvi sono neri». Radicalizzando la soluzione kantiana, Hegel ha invece teorizzato l’universale concreto, quale «vero» universale, o universale della ragione, essenzialmente distinto dall’universale «astratto» dell’intelletto in quanto esso non è contrapposto al particolare, ma lo contiene in sé, assieme all’individuale; frutto della dialettica dell’essenza, tale universale trova la sua specifica collocazione logica al livello del «concetto», costituendo il primo momento della logica soggettiva. La concezione hegeliana dell’universale concreto è stata parzialmente ripresa da Croce, il quale ha reinterpretato l’universale quale grado specifico dell’attività dello spirito, che trova attuazione nel pensiero, per quanto concerne la sfera conoscitiva, e nella morale, per quanto attiene alla dimensione pratica, rimanendo tuttavia distinto dal particolare (in quanto esso costituisce l’oggetto dell’estetica, nell’ambito teoretico, e dell’economia in quello pratico). La problematica dell’universale è tornata di attualità, nella seconda metà del Novecento, nell’ambito dello strutturalismo, in connessione con le indagini della linguistica strutturale sugli universale linguistici, e della filosofia analitica, in partic. nella metafisica descrittiva di Strawson, il quale ha riproposto l’esigenza di distinguere in senso ontologico tra enti particolari ed enti universali (o generali).

    —  Dizionario di Filosofia (2009) – Treccani

Similari
Percorso della filosofia
48% Filosofia
Determinare con rigore il significato, i compiti, i campi di indagine, o addirittura le probabilità di sopravvivenza della filosofia in questo secolo, è particolarmente arduo, …
Il Marxismo
32% Marxismo
Il marxismo nasce, negli scritti di Marx e di Engels degli anni quaranta dell’Ottocento, sotto forma di una scienza della società che intende fornire un’interpretaz…
Il marxismo teorico
29% Marxismo
Il materialismo dialettico Il marxismo teorico del XX secolo è prevalentemente, sebbene non esclusivamente, ‘materialismo dialettico’. È materialismo dialettico l’ideologia dei…
Le origini del liberalismo
24% Liberalesimo
Del liberalismo sono state date definizioni sensibilmente differenti, e, naturalmente, tali differenze corrispondono a modi diversi di concepire il liberalismo stesso. La cosa…
Discorso e verità
24% Foucault, Michel
Chi è colui che può «dire la verità»? E quali rischi corre costui? Quanto gli può costare il suo «parlar chiaro»? E ancora: qual è il rapporto tra la verità e il potere? Deve coincidere, il dire la verità, con l’esercizio…