Dopo aver compiuto gli studi ginnasiali nella sua città, entrò nel 1788 nello Stift di Tubinga, una sorta di seminario protestante, dove ebbe come condiscepoli Schelling e Hölderlin, con i quali strinse una viva amicizia e condivise gli entusiasmi per la Rivoluzione francese. Nel 1790 conseguì il titolo di «Magister» in filosofia e nel 1793 quello di «candidato» in teologia. Terminati i suoi studi, rinunciò alla professione di pastore e diventò precettore presso una famiglia a Berna, e più tardi (1797) a Francoforte, dove ritrovò l’amico Hölderlin. Gli scritti più importanti del periodo francofortese sono: Der Geist des Christentums und sein Schicksal (trad. it. Lo spirito del cristianesimo e il suo destino), il Systemfragment e Die Positivität der christlichen Religion (trad. it. La positività della religione cristiana). Tali scritti verranno pubblicati nel 1907 con il titolo Hegels theologische Jugendschriften (trad. it. Scritti teologici giovanili). Di questi anni, densi anche di interessi per i problemi storico-politici ed economici, sono gli abbozzi di quello che sarà il saggio su Die Verfassung Deutschlands (1802-03; trad. it. La costituzione della Germania).

Alla morte del padre, avvenuta all’inizio del 1799, Hegel si trovò a disporre di un piccolo patrimonio che gli consentì di ripensare alla carriera universitaria e di trasferirsi a Jena (1801), dove allora insegnava Schelling, con il quale doveva stabilire in quegli anni una proficua collaborazione. A Jena conseguì la libera docenza, e vi insegnò prima come docente privato, poi (1805) come professore straordinario. Nel periodo di Jena diresse insieme a Schelling il Kritisches Journal der Philosophie (1802-03). Qui pubblicò alcuni articoli di grande impegno: Differenz des Fichte’schen und Schelling’schen Systems der Philosophie (trad. it. Differenza tra il sistema filosofico di Fichte e quello di Schelling), Glauben und Wissen (1802; trad. it. Fede e sapere), dove Hegel faceva i conti con la filosofia di Kant, Jacobi e Fichte, riportandole tutte al soggettivismo che aveva dominato nell’età moderna, Verhältnis des Skeptizismus zur Philosophie, Über die wissenschaftlichen Behandlungsarten des Naturrechts (1802-03), dove polemizzava contro le concezioni, tanto puramente empiristiche quanto formalistiche, del diritto.

Agli anni di Jena risale anche una cospicua mole di inediti riguardanti la logica, la filosofia della natura e la filosofia dello spirito, la Jenenser Logik, la Jenenser Realphilosophie, il cosiddetto System der Sittlichkeit (1802; trad. it. Sistema dell’eticità) e la Phänomenologie des Geistes (1807; trad. it. La fenomenologia dello spirito), che determinava la rottura speculativa con Schelling. Intanto, sotto l’infuriare della guerra, la situazione a Jena si era fatta insostenibile anche economicamente e nel 1807 Hegel si trasferì a Bamberga dove diresse un giornale locale, e poi, in seguito a difficoltà e scontri con la censura, passò a Norimberga (1808), come direttore e prof. di filosofia nel ginnasio della città, e vi rimase fino al 1816. In questo periodo raccolse i corsi delle sue lezioni, i quali formano la cosiddetta Philosophische Propädeutik (pubbl. post. nel 1840; trad. it. Propedeutica filosofica). A Norimberga sposò Maria Tucher (1811). Scrisse in questi anni la Wissenschaft der Logik (2 voll., 1812-16; trad. it. La scienza della logica), che gli valse la chiamata all’univ. di Heidelberg. Da Norimberga si trasferì quindi nel 1816 a Heidelberg, come prof. ordinario di quella università. Nel 1817 pubblicò l’Enzyklopädie der philosophischen Wissenschaften im Grundrisse (trad. it. Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio), scritta anche per esigenze didattiche.

Nel 1818 Hegel fu chiamato all’univ. di Berlino, sulla cattedra che era stata di Fichte, dove il suo insegnamento ebbe il massimo della risonanza e diede luogo alla formazione di una scuola di grande prestigio, pur tra le polemiche suscitate già in parte dalle Grundlinien der Philosophie des Rechts (1821; trad. it. Lineamenti di filosofia del diritto), circa il carattere conservatore della sua concezione del diritto e dello Stato. Del periodo di Berlino sono anche alcuni viaggi di grande importanza culturale, in Olanda (1822), a Vienna (1824), a Parigi (1827). Nel 1827 uscì una seconda edizione notevolmente accresciuta dell’Enciclopedia delle scienze filosofiche cui seguì una terza nel 1830; di questi anni sono anche alcuni saggi comparsi nella rivista Jahrbücher für wissenschaftliche Kritik, pubblicata da Hegel insieme ad alcuni allievi. Dall’ott. 1829 all’ott. 1830 fu rettore dell’univ. di Berlino e in tale veste pronunciò un importante discorso celebrativo della Confessione di Augusta nel suo terzo centenario (25 giugno 1830). Rimase a Berlino fino al 1831, e in quell’anno vi morì di colera. Negli anni di Berlino Hegel tenne importanti cicli di lezioni sull’estetica, la filosofia della religione, la filosofia della storia, la storia della filosofia. Dagli abbozzi delle sue lezioni berlinesi e dai quaderni di appunti dei discepoli sono state ricostruite le Vorlesungen über die Philosophie der Geschichte (1ª ed. 1837; trad. it. Lezioni sulla filosofia della storia), le Vorlesungen über die Ästhetik (1ª ed. 1936-38; trad. it. Estetica), le Vorlesungen über die Philosophie der Religion (1ª ed. 1832; trad. it. Lezioni sulla filosofia della religione) e le Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie (1ª ed. 1833-36; trad. it. Lezioni sulla storia della filosofia).


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