Concependo la ricerca scientifica come volta all’acquisizione di proposizioni certe e quindi irrivedibili, per i filosofi antichi un’ipotesi non era che un asserto provvisoriamente assunto per dedurre, insieme ad altri asserti gnoseologicamente non problematici (gli assiomi), certe conseguenze. Platone, se da un lato riteneva evidenti le ipotesi delle dimostrazioni matematiche, dall’altro affermava che nelle argomentazioni filosofiche si arriva a conclusioni certe sfruttando premesse, le ipotesi, da giustificare, e suggeriva di porre varie ipotesi sullo stesso piano per poi, esaminate le loro conseguenze, scegliere la migliore. Per Aristotele un’ipotesi è la premessa non necessaria e non assolutamente certa di una dimostrazione, opposta alle premesse necessarie, quali gli assiomi e le definizioni. Tale svilimento gnoseologico delle ipotesi doveva perdurare nella filosofia scolastica, che tendeva a considerarle come asserti sulle cause dei fenomeni, un’idea fatta propria in seguito da Locke e da Leibniz, e – quando l’ipotesi finiva per assumere un carat- tere altamente congetturale e sganciato da ogni esperienza possibile – avversata da Newton nel suo celebre motto hypotheses non fingo. Quest’ultimo, infatti, concepiva un’ipotesi nel senso codificato da Galileo, ossia come un asserto la cui validità è in stretta dipendenza dai fenomeni osservabili. È questo il senso avallato dai filosofi della scienza del Novecento, i quali – ormai da tempo abbandonata la credenza che si possa arrivare a un sistema certo e necessario di teorie e abbracciata una prospettiva fondamentalmente fallibilista – hanno sostenuto la natura intrinsecamente ipotetica di ogni teoria, evidenziando per ciò stesso il ruolo fondamentale delle ipotesi ai fini del progresso della conoscenza.

    —  Dizionario di Filosofia (2009)

Similari
Percorso della filosofia
84% Filosofia
Determinare con rigore il significato, i compiti, i campi di indagine, o addirittura le probabilità di sopravvivenza della filosofia in questo secolo, è particolarmente arduo, …
Discorso e verità
40% Foucault, Michel
Chi è colui che può «dire la verità»? E quali rischi corre costui? Quanto gli può costare il suo «parlar chiaro»? E ancora: qual è il rapporto tra la verità e il potere? Deve coincidere, il dire la verità, con l’esercizio…
Il neopositivismo
39% Neopositivismo
Come tutte le etichette filosofiche, anche quella di ‘neopositivismo’ (o, come pure si dice, di ‘positivismo logico’ o ’empirismo logico’) è ambigua. Sotto di essa si spa…
Il caso Nietzsche
37% Autori
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascim…
Il concetto di Progresso
36% Progresso
L’idea di progresso nasce con la cultura moderna, tra Sei e Settecento, e si diffonde largamente nell’epoca che va dalla pubblicazione dell’Encyclopédie alla fine del secolo scorso.…