La sociologia è nata come studio del mutamento sociale e culturale.

L’approccio classico al mutamento sociale

I fondatori della sociologia – Auguste Comte, Herbert Spencer, Karl Marx, Max Weber, Émile Durkheim – cercavano di comprendere l’ascesa e il trionfo della modernità: la trasformazione epocale della società e della cultura europee verificatasi col passaggio da forme tradizionali di tipo agrario a un ordinamento capitalistico urbano e industriale. A questo scopo tali autori avevano sviluppato due potenti immagini: l’idea delle società come sistemi simili a organismi, e l’idea di una evoluzione continua di tali sistemi, modellata sul processo della crescita organica (v. Nisbet, 1969). Entrambe le immagini erano strettamente legate all’assunto assiologico che il cambiamento comporti un miglioramento. La fede nel progresso della società umana costituiva il terzo pilastro di quello che sarebbe divenuto il paradigma dominante nello studio delle dinamiche sociali. Per più di un secolo la maggior parte delle teorie del mutamento sociale – l’evoluzionismo, il neoevoluzionismo, il materialismo storico marxiano, la teoria della modernizzazione, la teoria della società postindustriale e altre ancora – sono state formulate nei termini di questo paradigma.

Il XX secolo è stato testimone di una serie di mutamenti nella sfera socioculturale senza precedenti per portata e rapidità, ma raramente tali mutamenti hanno seguito il modello previsto dalle teorie dominanti. La nozione di progresso divenne estremamente problematica e fu rimpiazzata dall’idea di una crisi cronica (v. Alexander e Sztompka, 1990). L’idea di evoluzione venne contraddetta dall’esperienza di improvvise inversioni di tendenza, di reazioni violente, di effetti collaterali inaspettati e di limiti prevedibili alla crescita. La fiducia nei confronti di sistemi solidi e persistenti fu minata da conflitti endemici, da fenomeni di disgregazione e di sfacelo, che spesso creavano profonde spaccature nella società. I tre pilastri del paradigma basato sulle nozioni di sistema, di evoluzione e di progresso si andavano dunque sgretolando.

Il recente cambiamento di paradigma

Il vero e proprio cambiamento di paradigma nella sociologia del mutamento socioculturale si verifica alla fine del XX secolo. Le società non sono più viste come sistemi reificati, bensì piuttosto come reticoli fluidi di azioni interrelate, come campi socioculturali di varia estensione che si contraggono e si espandono. Le trasformazioni di tali campi non sono più concepite come uno sviluppo lineare, bensì come un emergere contingente o un divenire sociale: ovvero come un processo di costruzione attiva di culture e società da parte dei membri di queste ultime, nelle condizioni create dai precedenti sforzi costruttivi – sia di loro stessi che dei loro predecessori. L’esito di questi sforzi, il mondo sociale che emerge (‘diviene’), non è necessariamente improntato al progresso; vi è al più una possibilità di progresso. Il risultato dipende interamente dalle decisioni e dalle scelte umane, e, ne siano o meno consapevoli, gli individui sono posti di fronte a una determinata gamma di opzioni alternative.

L’attenzione dei sociologi si incentra ora sugli agenti umani: le nozioni di campo socioculturale, di divenire sociale e di opzioni contingenti degli agenti rappresentano i tre fondamenti del nuovo paradigma (v. Sztompka, 1994). Una serie di teorie sono già state elaborate all’interno di tale schema concettuale: la teoria della figurazione di N. Elias, la teoria della strutturazione di A. Giddens, la teoria della morfogenesi di mutamento Archer, la dottrina storicistica di A. Touraine, la teoria del divenire sociale di P. Sztompka e altre ancora.
La configurazione delle società future, nella prospettiva del nuovo paradigma, dipende interamente dagli attori umani, che agiscono individualmente o collettivamente in base ai loro ideali e alle loro conoscenze. Un elemento cruciale di tali conoscenze è la comprensione del mutamento sociale e dei suoi meccanismi causali: l’accurata valutazione delle opzioni, la corretta percezione delle condizioni in atto, la visione realistica di ciò che è possibile e di ciò che non lo è, di ciò che può o non può essere fatto. Di conseguenza la sociologia del mutamento sociale può influenzare in misura significativa le direzioni effettive che seguirà il mutamento, ed è per questa ragione che tale campo di studi assume una grande importanza non solo al livello accademico, ma anche sul piano pratico.

Similari
Sociologia del mutamento sociale
340% Mutamento
La sociologia è nata come studio del mutamento sociale e culturale. L’approccio classico al mutamento sociale I fondatori della sociologia – Auguste Comte, Herbert Spencer, Karl Marx, Max We…
Il concetto di Progresso
231% Progresso
L’idea di progresso nasce con la cultura moderna, tra Sei e Settecento, e si diffonde largamente nell’epoca che va dalla pubblicazione dell’Encyclopédie alla fine del secolo scorso.…
Il Marxismo
199% Marxismo
Il marxismo nasce, negli scritti di Marx e di Engels degli anni quaranta dell’Ottocento, sotto forma di una scienza della società che intende fornire un’interpretaz…
La struttura psichica e l’esistenza sociale dell’uomo
149% Positivismo
Il rapporto con il processo di costituzione delle scienze sociali è essenziale, fin dall’inizio, al positivismo. Tanto il progetto di una scienza onnicomprensiva della s…
Percorso della filosofia
116% Filosofia
Determinare con rigore il significato, i compiti, i campi di indagine, o addirittura le probabilità di sopravvivenza della filosofia in questo secolo, è particolarmente arduo, …